domenica 30 aprile 2017

Tracciata prima mappa del web oscuro: darkweb

Tracciata la prima mappa del web oscuro, quello che la maggior parte di noi non conosce nemmeno l'esistenza ma che nei meandri più segreti esiste ed è il vero supporto del web che sappiamo. 


La prima mappa del web oscuro, darweb, è stata tracciata in maniera se vogliamo anche inaspettatamente da un gruppo di riceca coordinato dal Carlo Ratti direttore del Senseable City Lab all'Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit):

Tracciata prima mappa del web oscuro: darkweb
Tracciata prima mappa del web oscuro: darkweb
Da quanto è emerso da questa ricerca, pare che sia del tutto improprio dare la definizione di darkweb ad una rete che in realtà è formata da siti veri e propri ma con una connessione di molto inferiore a quella del web cosi come lo conosciamo!
I risultati della ricerca sono stati pubblicati online su arXiv in cui si è potuto capire che la maggior parte del world wide web è nascosto, invisibile come se non esistesse ma che in realtà è addirittura 500 volte maggiore di quello che noi vediamo!

Deep web
Deep web
Stiamo parlando di siti e contenuti che vivono sotto la "superficie" a cui si può accedere tramite i motori di ricerca i quali rappresetanto il veicolo per approdare al cosidetto "deep web":
Il "deeep web" è formato da contenuti di ogni genere, dalle reti aziendali alle pagine Facebook, che per un motivo od un altro non possono essere visualizzati liberamente ma che rappresetano la vera struttura portante ed invisibile della rete.
Fonte: ANSA

sabato 29 aprile 2017

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare

Come prevenire i tumori è possibile, visto che da una recente ricerca si è potuto stabilire che ben il 40% di essi è possibile prevenirlo seguendo alcune regole ed evitando determinate cose. 


Prevenire i tumori non è utopia, bensì qualcosa che è possibile fare seguendo alcune semplici regole che consentiranno un intervento preventivo prima che possa essere troppo tardi:

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Da una recente ricerca pare che il 40% dei tumori sia prevenibile, attraverso il rispetto di nove regole semplici e sopratutto evitare determinate cose che ormai la maggior parte della gente fa inconsapevoli che queste possono determinare il formarsi di queste masse maligne nel nostro organismo.
La prima regola da seguire per iniziare una buona prevenzione dei tumori è quella di smettere di fumare, perchè il 25-30% di tutti i tumori è correlato al consumo di tabacco:

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Fig.1
Ogni anno, nel mondo, tre milioni di persone perdono la vita per questa causa.
Anche un assunzione moderata di alcol è una buona regola da seguire visto che il consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio di cancro del cavo orale, faringe, esofago e laringe:

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Fig.2
È inoltre fortemente correlato anche all'insorgenza di tumore del fegato, dell'intestino e della mammella nelle donne.
Una buona alimentazione, l'ideale è la dieta mediterranea, può contribuire a prevenire un tumore, visto che è stato dimostrato che il maggior apporto di frutta e verdura, specie se crude, ha un forte effetto protettivo sul rischio di numerose forme tumorali:

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Fig.3
L'azione positiva è legata in particolare all'alto contenuto di fibre (che favorisce la maggior motilità intestinale, impedendo l'assorbimento di eventuali sostanze cancerogene) e all'elevata presenza di agenti antitumorali quali le vitamine antiossidanti.
Tenere sotto controllo il peso, in quanto l'obesità e l'elevata assunzione di grassi costituiscono importanti fattori di rischio da evitare.

Fig.4
Praticare una attività fisica qualsiasi, perchè lo sport riduce in modo notevole le possibilità di sviluppare un cancro:

Fig.5
I sedentari hanno una probabilità del 20-40% superiore di ammalarsi.
Evitare a tutti i costi l'utilizzo di lampade solari, perchè considerate cancerogene al pari delle sigarette, ed un'esposizione precoce incrementa del 75% il rischio di melanoma.

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Fig.6
La presenza di nèi è inoltre indice di una maggiore predisposizione alle neoplasie della pelle, vanno quindi controllati.
Usare precausioni durante attività sessuali, perchè il 20% dei tumori deriva da infezioni prevenibili, come epatite o Hpv, che possono venire trasmesse con i rapporti sessuali.

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Fig.7
Per proteggersi è bene utilizzare sempre il preservativo.
Non fare uso di sostanze dopanti, in quanto gli steroidi anabolizzanti comportano un aumento del rischio di tumori.

Come prevenire tumori: regole da seguire cosa da evitare
Fig.8
In Italia, il Servizio sanitario nazionale fornisce gratis accertamenti per la diagnosi precoce oncologica. In particolare per: tumore del seno (mammografia ogni 2 anni per le donne tra 50 e 69 anni);
cancro del collo dell'utero (Pap-test ogni 3 anni per le donne tra 25 e 64 anni); tumore del colon-retto (per uomini e donne ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 24 mesi tra 50 e 69 anni).
Fonte: ANSA

venerdì 28 aprile 2017

Registrati movimenti silenziosi delle faglie nel Pollino

Registrati i movimenti silenziosi delle faglie nel Pollino, che si manifestano lentamente senza che che generino aventi sismici. 


Si tratta di un evento unico perchè si è potuto registrare per la prima volta in assoluto le faglie che nella regione della penisola italiana del Pollino si manifestano lentamente senza eventi sismici:

Registrati movimenti silenziosi delle faglie nel Pollino
Registrati movimenti silenziosi delle faglie nel Pollino
Grazie ai radar ed al Gps posizionati nella regione del Pollino, si è potuto finalmente capire il motivo per cui a differenza del resto dell'Appennino, in questa specifica area i terremoti di una certa rilevanza non sono cosi frequenti.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, è stata condotta da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr) in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile.

Per registrare i dati relativi a questo particolare evento, si sono usati i satelliti radr della costellazione Cosmo-SkyMed dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dalle stazioni Gps della rete Ring dell'Ingv ed hanno consentitodi analizzare la senquenza sismica che si è succeduta tra il 2010 ed il 2014 tra Calabria e Basilicata.

Dalla ricerca è venuto alla luce due eventi differenti di movimenti di faglie contemporaneamente:
da un lato le fratture della crosta terrestre che accadono in pochi secondi e scatenano i terremoti; dall'altro i movimenti lenti, che richiedono settimane o mesi e che non generano terremoti.
Per il coordinatore della ricerca, Nicola D'Agostino, dell'Ingv, questo movimento lento delle faglie contribuisce ''al rilascio di una parte dell'energia che verrebbe altrimenti liberata dai terremoti''.
Si spiegherebbe allora perché, ha aggiunto, "rispetto al resto dell'Appennino, i terremoti di magnitudo più elevata sono relativamente meno frequenti nell'area del Pollino". 

Fonte: ANSA

mercoledì 26 aprile 2017

Ricerca complicata di neutrini di Majorana

Ricerca complicata più del previsto dei neutrini di Majorana, particolarmente difficili da catturare che oltre un secolo addietro il fisico italiano era riuscito a prevedere. 


Esiti negativi sono stati registrati per quel che concerne la ricerca e la cattura dei neutrini di Majorana, una particolare tipologia di particelle che il fisico italiano era riuscito a prevedere l'esistenza oltre un secolo addietro:

Ricerca complicata di neutrini di Majorana
Ricerca complicata di neutrini di Majorana
L'esperimento internazionale Gerda condotto presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ha purtroppo dovuto registrare un fallimento nella cattura delle particolari particelle che sono risultate difficili da catturare più del previsto.
I risultati dell'eserimento Gerda sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature ed hanno confermato come non ci sia alcuna traccia dei decadimenti rari che potrebbe in qualche modo confermare l'esistenza dei neutrini di Majorana.

Ricerca complicata di neutrini di Majorana
Ricerca complicata di neutrini di Majorana
A titolo informativo, l'esperimento Gerda è stato effettuato dentro alcuni contenitori protetti allo stato purissimo e da migliaia di metri di granito, con lo scopo di individuare l'esistenza possibile di un fenomeno assolutamente raro:
Stiamo parlando del decadimento doppio beta senza neutrini, "E' così raro - ha spiegato Riccardo Brugnera, dell'università di Padova e responsabile italiano di Gerda - da non essere ancora riusciti a vederlo e può bastare pochissimo perché il suo segnale possa essere oscurato da qualche altro tipo di evento avverso", cosi ha spiegato Riccardo Brugnera, dell'Università di Padova e responsabile italiano dell'esperimento Gerda.
La scoperta anche di uno o due eventi di questo tipo potrebbe avere un impatto enorme nel mondo della fisica, "da premio Nobel", ha specificato Brugnera, e potrebbe indicare l'esistenza di 'strane' particelle come i neutrini di Majorana.

I nuovi dati, relativi ai primi 5 mesi di accensione del rilevatore potenziato rispetto alla versione iniziale, indicano che questi decadimenti sono più rari di quanto si temesse.
"Se avessimo un solo atomo di germanio a disposizione - ha detto ancora Brugnera - dovremmo attendere almeno per un numero di anni enormemente più grande dell'età dell'universo".
I ricercatori però non si scoraggiano "ci basterebbe rivelare anche uno o due eventi" e l'esperimento andrà avanti almeno fino al 2019 e in futuro potrebbe essere ulteriormente potenziato.

Fonte: ANSA

martedì 25 aprile 2017

Come si difendono le piante: strategie contro predatori

Strategie difensive delle piante, perchè si sa che in amore ed in guerra tutto è lecito, è le piante sanno bene con chi devono allearsi per vincere una battaglia!


Strategie difensive di cui solo le piante sono capaci di attuare, perchè per avere la meglio sul proprio nemico, quale metodo migliore se non quello di chiamare in aiuto i predatori dei propri predatori?

Come si difendono le piante: strategie contro predatori
Come si difendono le piante: strategie contro predatori
Ad esempio, la pianta del fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus), legume tipico del Perù e coltivato per i suoi semi, quando viene attaccato da un acaro fitofago, Tetranychus urticae, rilascia una complessa miscela di composti volatili che attira Phytoseiulus persimilis.
Si tratta di un altro acaro ma in questo caso carnivoro che in presenza dell'acaro fitofago Tetranychus urticae, libera la pianta mangiandosi il suo nemico erbivoro!

Pianta di fagiolo di Lima
Pianta di fagiolo di Lima
Questa interazione viene detta tritrofica perchè mette in relazione tre organismi e il loro nutrimento.
Nel corso dell'evoluzione, i vegetali hanno sviluppato moltissime interazioni di difesa di questo tipo ma quando l'uomo ci mette lo zampino spesso questi equilibri si spezzano.

Basti pensare al mais, una pianta che ha più di 9000 anni, la cui origine si è avuta nel continente Americano, ora selezionato per produrre di più, ha perduto la sua capacità di reclutare alleati che possano venire in suo soccorso in caso di necessità.

Pianta di mais
Pianta di mais

Quando viene infestato dalle larve di Diabrotica virgifera, il mais selvatico o quello di varietà più antiche è in grado, producendo cariofilina, di richiamare dei nematodi ghiotti delle larve di diabrotica e di sopravvivere.

Ebbene, il mais "moderno" non è più in grado di farlo:
per potere ripristinare questa caratteristica gli scienziati dell'UNiversità di Neuchàtel hanno inserito del DNA del mais un gene preso in prestito dall'origano!
I risultati della ricerca, pubblicati del 2009 su Pnas, si sono rivelati incoraggianti:
le piante modificate hanno attirato più insetti amici di quelli nemici!

lunedì 24 aprile 2017

Atomi di metallo dentro atmosfera marziana: scoperta della sonda Maven

Atomi di metallo all'interno dell'atmosfera marziana, a darna la notizia è la NASA che grazie alla sonda Maven, ha potuto portare alla luce questa incredibile scoperta. 


La NASA recentemente ha scoperto una cosa sensazionale riguardo la presenza abbondante di atomi di metallo nell'atmosfera del pianeta Marte:

Atomi di metallo dentro atmosfera marziana: scoperta della sonda Maven
Atomi di metallo dentro atmosfera marziana: scoperta della sonda Maven
La scoperta è stata possibile grazie ai dati inviati dalla sonda Maven che ha messo in luce la presenza molto ricca di atomi di metallo elettricamente carichi generati da un costante bombardamento di piccoli meteoriti.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, si basa sui dati della sonda Maven (Mars Atmosphere and Volatile Mission Evolution) della Nasa, analizzati dal gruppo del Goddard Space Flight Center della Nasa guidato da Joseph Grebowsky.
''E' la prima volta che vengono scoperti atomi di questo tipo nell'atmosfera di un pianeta diverso dalla Terra'' ha detto Grebowsky. ''Poiché queste particelle hanno una 'vita' molto lunga e sono trasportate lontano dalla loro regione d'origine da venti e campi elettrici, possono essere usate per dedurre il movimento nell'atmosfera'', ha aggiunto.
La sonda Maven è in esplorazione del pianeta Rosso Marte con l'obbiettivo di arrivare a capire come si potuto succedere che lo stesso pianeta abbia perduto molta della sua atmosfera diventando inabitabile nel corso di miliardi di anni.

Marte
Pianeta Marte
Maven durante i recenti anni è stata in grado di rilevare la forte presenza di atomi di metallo, carichi elettricamente e quindi ricchi di ioni di ferro, magnesio e sodio che secondo gli esperti questi atomi sono generati da una costante pioggia di piccoli meteoriti.
Quando un piccolo meteorite colpisce l'atmosfera marziana, infatti, si disintegra i suoi atomi di metallo a contatto con le molecole presenti nell'atmosfera si caricano elettricamente.
Fonte: ANSA

domenica 23 aprile 2017

Studio rivela comportamenti adottati sui social

Uno studio rivela quale comportamento adottiamo quando ci troviamo su un social network dietro un profilo che ci cambia fisionomia e carattere. 


Lo studio che è stato condotto recentemente da Penn State's College of Information Sciences and Technology (IST), negli Usa, e del King's College di Londra, ha messo a nudo il comportamento che viene utilizzato quando ci troviamo dentro un qualsiasi social network:

Studio rivela comportamento adottato sui social
Studio rivela comportamento adottato sui social
Lo studio di cui sopra, che sarà presentato a maggio alla International AAAI Conference on Web and Social Media (ICWSM)ha rilevato come ogniuno dei partecipanti abbia dato vita ad una sorta di cambiamento di attitudine comportamentale che dietro un avatar identificativo del loro profilo, nulla aveva a che vedere con la reale persona che vive e si comporta nella società reale!
Si tratta come di una sorta di forza a noi sconosciuta che ci indce quasi del tutto a cambiare "pelle" in maniera inconscia che assumerebbe una fisionomia dettata dai canoni non scritti di ogni piattaforma social.
Gli studiosi hanno avuto modo di raccogliere dati ed informazioni su una base di 100 mila profili di altrettante persone che frequentano i socil network, tramite la piattaforma di aggregazione About.me.
Quello che hanno poteuto concludere, analizzando le immagini del profilo e le informazioni biografiche, è stato qualcosa che nulla a che vedere con le reali caratteristiche delle persone nella realtà:
Su Facebook, ad esempio, come evidenzia un'infografica sul Daily Mail, solo il 15 per cento delle foto profilo sono di gruppo, meno del 60 per cento ritraggono invece una sola persona.
Fonte: ANSA/MSN