sabato 18 novembre 2017

Acquistare smartphone Xiaomi su Amazon Italia

Acquistare smartphone del colosso cinese Xiaomi adesso sarà possibile farlo anche su Amazon Italia a partire dal prossimo Balck Friday del 24 Novembre 2017! 


Acquistare modelli di smartphone del produttore cinese Xiaomi su Amazon Italia, una notizia che era stata già anticipata nei giorni passati che adesso trova conferma in occasione del prossimo Black Friday del 24 Novembre 2017:

Acquistare smartphone Xiaomi su Amazon Italia
Acquistare smartphone Xiaomi su Amazon Italia

Xiaomi è ufficialmente disponibile a commercilizzare i propri modelli di smartphone in Italia grazie ad Amazon, il più famoso sito di e-commerce al mondo!

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Al momento su Amazon si potranno acquistare soltanto pochi modelli del produttore cinese di telefonia mobile, tre per la precisione, ma tutto lascia presupporre che presto il proprio catalogo possa allargarsi in maniera esponenziale.

I tre modelli di smartphone Xiaomi che possono essere acquistati su Amazon Italia sono il Mi A1, il Redmi Note 4 ed il Redmi 4X:

Acquistare smartphone Xiaomi su Amazon Italia
Fig.1

tutti i modelli di cui sopra, sono venduti e spediti direttamente da Amazon, con disponbilità a partire dal 23-24 Novembre 2017!

Non pare che ci possa essere il rischio di incorrere in lunghe attese una volta che si sia proceduto all'acquisto, men che meno dovere avere lungaggini ai dazi doganali:

Amazon in questo caso è una vera certezza, su cui potere fare affidamento, oltreutto vale la pena sottolineare come i modelli di smartphone Xiaomi siano del tutto compotibili con le reti mobili nazionali, dal momento che sono tutti equipaggiati di banda 20.

Bisogna però fare attenzione ad un apsetto di non poco conto, ovvero sia il prezzo di vendita che non possono essere considerati affatto vantaggiosi, in quanto provenienti dal mercato asiatico e non da canali d'importazione tradizionali!

In ogni caso sta a voi la scelta di acquistare o meno intanto uno di questi tre modelli i cui prezzi sono:

venerdì 17 novembre 2017

Come riconoscere sintomi sindrome di Munchausen

Fonte - Notizie.it - Come riconoscere i primi sintomi della sindrome di Munchausen, una patoligia che attacca la sfera psicofisica degli esseri umani tra i 20 ed i 50 anni. 


La sindrome di Munchausen è una delle maggiori patoligie che affliggono l'uomo e la donna a livello psichico, inducendo i soggetti a fare finta di avere dolore e sofferenza:

Come riconoscere sintomi sindrome di Munchausen
Come riconoscere sintomi sindrome di Munchausen

come fossero stati colpiti da qualcosa o qualcuno che gli avrebbe causato traumi affinchè possano attirare su di loro l'attenzione degli altri!

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La patologia prende il nome dal Barone di Munchausen, il quale aveva l'abitudine di inventarsi storie e favole decisamente inversosimili e fantasiose!

Barone di Munchausen
Barone di Munchausen

In ogni caso, la sindrome che stiamo trattando non bisogna sottovalutarla e paragonarla ad una sorta di ipocrondria comune, bensì ad una ossessione da parte di chi ne è affetto di avvertire seriamente dolore e sofferenza senza però che ne abbia consapevolezza:

questa peculiarità differenzia il soggetto affetto da sindrome di Munchausen da un ipocondriaco comune in quanto che i primi dimostrano un evidente stato comportamentale decisamente squilibrato e fuori dalle righe, pur di attirare l'attenzione degli altri verso di se!

Solitamente la sindrome colpisce gli uomini single compresi tra i 30 ed i 50, mentre le donne tra i 20 ed i 40 anni, che iniziano a manifestare comportamenti sospetti che a volte rasentano la pazzia, come ad esempio:
  • - autolesionismo, cercando di ferirsi nei modi più disparati con tagli sul proprio corpo o ingestione di cibo o medicinale scaduto
  • - finzione di alcuni sintomi difficilmente riscontrabili in una particolare patologia
  • - desiderio di sostenere esami invasivi e delicati
  • - manipolazione volontaria della propria cartella clinica
  • - racconti illusori e artificiosi. 

Inoltre la sindrome di Muchausen può essere anche avvertita da segnali esterni, come ad esempio:

  • - solitudine, sostenuta dalla mancanza di familiari durante le visite in ricovero
  • - conoscenza medica superiore ad un normale individuo, 
  • - dichiarare sintomi non riscontrabili negli esami precedenti
  • - disponibilità immediata e quasi estasiante a possibili cure pericolose o ad operazioni chirurgiche delicate
  • - interazione presso forum online di persone affette da gravi malattie, sotto fittizio nome e riportando vicende assolutamente false. 

Le cause della comparsa di questo malessere non sono facilmente riscontrabili, vi sono alcune ipotesi largamente diffuse, ma che non hanno ancora trovato ufficialità:

Come riconoscere sintomi sindrome di Munchausen
Fig.1

  • - disturbi psicologici durante l’infanzia che porta ad ipotizzare una scarsa presenza dei genitori che abbia implementato un’incessante volontà, manifestatasi in età adulta con questa sindrome, di essere al centro dell’attenzione
  • - malattie in tenera età che hanno necessitato di cure durature e invasive, inculcando nella mente del soggetto il desiderio di ricevere tali attenzioni anche da grandi.

Fonte: Notizie.it

giovedì 16 novembre 2017

Scoperto filo rosso comune carote ghiaccio sedimenti fossili

Fonte - ANSA - Scoperto il filo rosso conduttore che accomuna le carote di ghiaccio ai sedimenti ed i fossili, che grazie ai forti venti antartici fanno da motore per le oscillazioni del ghiaccio marino. 


Grazie ai forti venti antartici che soffiano a grandi velocità per utta la superficie del continente ghiacciato, si è potuto scoprire il filo rosso conduttore che accomuna i sedimenti alle carote di ghiaccio ed i fossili:


Scoperto filo rosso comune carote ghiaccio sedimenti fossili
Scoperto filo rosso comune carote ghiaccio sedimenti fossili

La scoperta è da attribuire ad una ricerca specifica che fa parte dei progetti intgernazionali Holoclip e Talcide i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.

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Alla ricerca hanno contribuito e preso parte l'Italia con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide a cura dell'Enea e del Consiglio Nazionale delle Ricerche di cui fanno parte le Università di Trieste, Siena, Ca' Foscari di Venezia e Pisa.

Scoperto filo rosso comune carote ghiaccio sedimenti fossili
Fig.1

Dopo le note di rito dovute a titolo informativo, andiamo a vedere come l'oggetto di questa ricerca sia del tutto innovativo da permettere di ricostruire tutte le informazioni derivanti dalle carote di ghiaccio i sedimenti marini ed i fossili di pinguini ed elefanti marini:

tutto ciò a consentito di avere quelle risposte riguardo le condizioni del ghiaccio marino nel mare di Ross, avendo modo di sottolineare come il vento antartico abbia avuto un ruolo fondamentale sul clima e come sia stato l'impatto ambientale sull'ecologia della fauna marina.

ghiaccio marino nel mare di Ross
ghiaccio marino nel mare di Ross

Il fatto che i cambiamenti delle stagioni del ghiacico marino siano un apsetto importantissimo riguardo il clima e l'ecosistema marino del continente antartico, è risaputo da tempo:

soltanto che fio ad ora il funzionamento che controllava tale movimento, era del tutto ignoto!

“Il nostro studio – ha detto ancora Frezzotti - ha messo in evidenza come i venti che spirano in Antartide abbiano un ruolo fondamentale, analogo (se non addirittura superiore) a quello delle temperature e delle precipitazioni, nel guidare il clima e nel condizionare gli ecosistemi polari”.

Pure l’analisi dei sedimenti marini ha fornito un importante contributo:

“grazie alle diatomee, alghe silicee che dominano nei freddi mari antartici, si è potuto capire che l’ambiente marino, dalla colonna d’acqua ai sottostanti sedimenti, ha risposto alle variazioni dell’estensione dei ghiacci ed in ultima analisi alle variazioni climatiche negli ultimi 10.000 anni”, hanno Ester Colizza e Romana Melis, del dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’università di Trieste.

Fonte: ANSA

mercoledì 15 novembre 2017

Strano fenomeno particelle luce distanti: esperimento italiano

Fonte - ANSA - Strano il fenomeno che è stato osservato tra due particelle di luce che si sono comportate sia come particelle che come onde! 


Recentemente grazie ad un esperimento italiano, è stato osservato per la prima volta uno strano fenomeno mai visto fin'ora tra due particelle di luce:

Strano fenomeno particelle luce distanti: esperimento italiano
Strano fenomeno particelle luce distanti: esperimento italiano

il fenomeno ha del sensazionale, perchè per la prima volta in assoluto si è assistito al comportamento sia come particelle che come onde da parte di due particelle "bifronte"!

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Senza ombra di dubbio questo comportamento è a dir poco bizzarro e fuori da ogni schema per quel che oncerne l'universo dell'infinitesimale che la fisica quantistica studia per capirne sempre di più i segreti:

Strano fenomeno particelle luce distanti: esperimento italiano
Fig.1

l'esperimento è stato a cura di fisici italiani delle Università La Sapienza di Roma e Palermo ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

Questo fenomeno è sicuramente un importante passo verso le comunicazioni future che saranno molto più veloci rispetto a quelle che abbiamo oggi e la sicurezza sarà basata sulla crittografia quantistica:

l'esperimento che ha portato a questa scoperta, è stato condotto da Rosario Lo Franco, del dipartimento di Energia, ingegneria dell'informazione e modelli matematici dell'università di Palermo e anche ricercatori di Cina e Vietnam.

Durante l'esperimento si è potuto per prima cosa osservare come un fotone (particella di luce) sia capace di comportarsi anche come un onda oltre che ocme particella:

per appurare tutto ciò i ricercatori hanno fatto uso di particelle di luce che oscillavano in una determinata direzione.

A questo punto si è potuto produrre due fotoni aventi le stesse caratteristiche, determinandone il comportamento l'uno dell'altro, aldilà della distanza che li separava:

Azione spettrale a distanza
Azione spettrale a distanza

a suo tempo, questo stesso fenomeno Einstein l'aveva definito come "azione spettrale a distanza", ovvero sia ciò che oggi i fisici quantistici chiamano "entanglement", una specie di ingarbuglio all'interno del quale una particella è capace di influenzare il comportamento di un'altra particella similare, nonostante siano distanti tra di loro!

"Abbiamo dimostrato che un entanglement a due fotoni nella loro duplice natura onda-particella è possibile", ha affermato Lo Franco.

Questo fenomeno, ha aggiunto, può essere chiamato "azione di dualità onda-particella a distanza" e il prossimo passo sarà riprodurlo per un numero crescente di particelle e in modo completamente automatizzato. 

Fonte: ANSA

martedì 14 novembre 2017

Come invecchiare bene: geni aiutano

Fonte - ANSA - Come invecchiare in salute probabilmente assieme all'eterna giovinezza, è il desiderio maggiore che si possa avere in ogni essere umano: alcuni geni aiutano ad invecchiare in maniera salutare. 


Come invecchiare in salute è la scoperta fatta recentemente, grazie alla quale si è potuto osservare come alcuni geni siano in grado di:

Come invecchiare bene: geni aiutano
Come invecchiare bene: geni aiutano

controllare alcuni meccanismi fisiologici importanti che determinano il nostro invecchiamento in salute, evitando acciacchi destabilizzanti oltre il dovuto!

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La scoperta di questi geni si deve ad un gruppo di ricercatori dell'Accademia cinese delle Scienze di Shanghai, pubblicato sulla rivista Nature che hanno effettuato un test su un piccolissimo verme Caenorhabditis elegants:

verme Caenorhabditis elegants
verme Caenorhabditis elegants

Il risultato è certamente di grande importanza ai fini di un invecchiamento salutare, mettendo in luce ocme il processo di ogni individuo sia differente ad un altro, procedendo con un ritmo differente.

Lo studio è stato condotto da Shi-Qing Cai, il quale ha potuto osservare come il piccolissimo verme lungo a malapena 1mm sia potuto invecchiare in maniera salutare, procedendo ad un ritmo tale che nonostante abbia potuto portare ad un lento e progressivo declino della sua capacità riproduttiva.

Il tutto grazie ad un gene che è stato individuato come il regista di tale processo, il quale produrrebbe una molecola che sarebe collegata a sua volta ai neuroni sensibili ad essere messaggeri biochimici di grande rilevanza:

come ad esempio la serotonina, la quale agisce nell'umore e la dopamina che invee agisce oltre che nell'umore anche su funzionalità ben più vitali come il battito cardiaco!

A questo punto arrivati, non resta altro che osservare ed appurare se questa molecola possa avere un ruolo altrettanto fondamentale pure sull'essere umano.

Fonte: ANSA

lunedì 13 novembre 2017

Come sarà il Sole futuro: fotografata vecchia stella

Fonte - ANSA - Come sarà il Sole in un prossimo futuro ce lo mostrano alcune fotografie di una stella anziana che si trova a 320 anni luce dalla Terra. 


Il nostro Sole come potrebbe essere nel futuro, tutto nasce dalla fotografia di una stella vecchia che si trova nella costellazione dell'Idra a circa 320 anni luce dal nostro pianeta:

Come sarà il Sole futuro: fotografata vecchia stella
Come sarà il Sole futuro: fotografata vecchia stella

si tratterebbe di un Sole che rappresenterebbe l'immagine esatta del nostro cosi come potrebbe dioventare tra 5 miliardi di anni!

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Il nostro Sole tra 5 miliardi di anni potrebbe assumere un apsetto simile se non identico a quello di un vecchio Sole che si trova nella costellazione dell?idra a circa 320 anni luce dalla Terra:

Sole costellazione dell'Idra
Sole costellazione dell'Idra

avendo consumato il proprio combustibile nucleare, il Sole darà inizio ad un gonfiarsi come fosse una palla, attirando a sè tutti i pianeti che orbitano vicini a lui, fino ad arrivre ad ingoiare pure il nostro pianeta Terra!

Gli scatti fotografici che hanno immortalato il vecchio ed ormai esausto Sole del sistema Idra, sono stati fatti da alcuni astronomi svedesi dell'Università di Tecnolgia Chalmers di Goteborg, sotto la supervisione di Wouter Vlemmings:

le immagini sono state pubblicate sulla rivista scientifica Nature Astronomy.

Le foto sono state scattate con i potenti e complessi sistemi del radiotelescopio Alma, una rete di 66 antenne di Atacama la cui gestione è a cura dell'Osservatorio Europeo Australe.

potenti e complessi sistemi del radiotelescopio Alma
potenti e complessi sistemi del radiotelescopio Alma

Le foto scattate della vecchia ed esausta stella, evidenziano come gli strati più esterni si siano gonfiati al punto tale che il diametro totale si sia raddoppiato rispetto a quello dell'orbita della Terra intorno al Sole:

grazie alla sua condizione ormai fredda, luminosa comunque sia ed ormai alla conclusione del suo ciclo vitale, la stella del sistema Idra permette agli astronomi di capire come potrebbe mutare la condizione del Sole durante i prossimi 5 miliardi di anni.

Il coordinatore della ricerca, Wouter Vlemmings, ritiene che:

"è importante studiare non solo come appaiono le giganti rosse, ma come cambiano nel tempo, disseminando nelle galassie gli ingredienti alla base della vita, come carbonio e azoto".

Fonte: ANSA

sabato 11 novembre 2017

Pelle mimetica robot per nuove applicazioni

Fonte - ANSA - Pronta la prima pelle mimetica per robot che consentirà di percorrere in futuro una strada per modelli capaci di mutare colore e forma in base all'ambiente in cui ci si trova! 


La prima pelle mimetica per robot è pronta per essere applicata ai futuri robot che potranno cambiare colore e forma a seconda dell'ambiente in cui si trovano:

Pelle mimetica robot per nuove applicazioni
Pelle mimetica robot per nuove applicazioni

il risultato ottenuto negli states, è stato publicato e descritto nelle rivista scientifica Science, aprendo di fatto una nuova frontiera per i robot del futuro!

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Si tratta di una scoperta che ha del sensazionale in quanto apre scenari per la robotoica fin'ora insperati, cosi come la ricercatrice italiana Cecilia Laschi afferma nel numero della rivista Science in cui è stata pubblicata la scoperta:

Il crescente numero di pubblicazioni scientifiche sulla robotica soffice, dimostra come la ricerca in questa area produca sempre più risultati importanti, ai quali l'Europa e l'Italia in particolare danno un contributo sostanziale".

Il campo d'impiego della prima pelle mimetica è a dir poco vasto, cosi come dichiara la Laschi, potendo sperare a giusta ragione di un futuro con dei robot-naturalisti capaci di:

osservare animali e l'ambiente circostante senza creare alcun disturbo, oppure per dare luogo a salvataggi in mabito militare, ed esplorare ambienti sconosciuti!

Comunque sia siamo ancora agli albori di quello che potrebbe essere un futuro in cui i robot possono trasformarsi da un foglio 2D in una struttura 3D:

cambiando il loro colore a seconda dell'ambiente in cui si trovano!

La prima pelle mimetica vale la pena dire che è stata realizzata da un gruppo di ricercatori guidati da Rob Shepherd, della Cornell University, tramite fibre dalla struttura a rete all'interno del silicone cosi da potere guidare agelvomente i vari movimenti!

Fonte: ANSA