martedì 22 agosto 2017

Tumore analizzato da super PC Watson in dieci minuti

Fonte - ANSA - Tumore analizzato in soli dieci minuti dal supercomputer Watson, l'incredibile analisi che questo PC è riuscito a dare! 


Un tumore analizzato in soli dieci minuti, l'incredibile cosa che il supercomputer Watson è riuscito a fare, fornendo una precisa terapia da adottare per la cura migliore:

Tumore analizzato da super PC Watson in dieci minuti
Tumore analizzato da super PC Watson in dieci minuti
Ad affermarlo uno studio che è stato pubblicato dalla rivista scientifica Neurology Genetics coordinato dal New York Genome Center.
Si tratterebbe di una ricerca che ha dato dimostrazione di come sia fondamentale la contemporanea collaborazione tra la medicina e la tecnologia nel trovare la cura migliore per il tumore più grave.

I ricercatori che ahnno partecipato per potere verificare che potesse esserci una terapia alternativa, hanno eseguito un sequenziamento del Dna del tumore:
prima con uno dei test che si fanno normalmente, ovvero sia un analisi di alcune parti del genoma, successivamente hanno eseguito tale analisi su tutto il Dna e sull'Rna!
I dati che hanno ottenuto sono stati analizzati in maniera separata dal supercomputer Watson e da un team di ricercatori tra cui un oncologo, un neuro-oncologo ed un bioinformatico:
il supercomputer Watson ha impiegato soltanto dieci minuti per arrivare alla conclusione finale, contrariamente a quanto hanno impiegato il team di ricercatori "umani" che hanno necessitato di ben 160 ore!
Fonte: ANSA

lunedì 21 agosto 2017

Come usare lenti a contatto in vacanza: consigli e modalità d'uso

Fonte - OK SALUTE - Come usare le lenti a contatto durante le vacanze è il post che oggi vorrei condividere con tutti coloro che amano fare uso di queste alternative alle lenti tradizionali. 


Usare le lenti a contatto può essere un problema dirante le vacanze, sia che si vada al mare oppure in montagna, se non si seguono alcune regole, potrebbe diventare rischioso:

Come usare lenti a contatto in vacanza: consigli e modalità d'uso
Come usare lenti a contatto in vacanza: consigli e modalità d'uso
Infatti non tutti sanno che se non si segue alcuni accorgimenti, le lenti a contatto durante il periodo estivo mentre siamo sereni e tranquilli a goderci le meritate vacanze, potrebbe comportare alcuni rischi!
Le lenti a contatto sono una vera comodità, sopratutto per tutti coloro che una volta provate difficilmente tornare ad indossare le lenti con la montatura tradizionale:
i vantaggi di usare queste lenti a contatto vanno dal fattore estetico a quello pratico, anche coloro ceh fanno sport e mancano di alcuni gradi di vista non possono fare a meno di usare le lenti a contatto!
A seguire alcuni consigli che potrebbero servirvi in caso vi troviate durante le vostre vacanze comodamente in piscina oppure al mare e perchè no in montagna.  

PISCINA 

Se il cloro venisse assorbito dalla lente a contatto, verrebbe trasmesso e continuerebbe ad essere trasmesso alla cornea, con il rischio di "intossicare" l'epitelio corneale.

Come usare lenti a contatto in vacanza: consigli e modalità d'uso
Fig.1
In piscina, quindi, l'ideale sarebbe utilizzare gli appositi occhialini (Fig.1) e, una volta usciti dall'acqua, attendere almeno 15 minuti prima di togliere le lenti.
Prima di farlo, sempre meglio instillare due gocce di lacrima artificiale monodose.

Sappiate che, a causa dei disinfettanti e dei batteri presenti nelle acque delle piscine, sarebbe meglio usare sempre lenti monouso giornaliere, ma anche mensili o settimanli vanno bene se si seguono questi accorgimenti.  

MONTAGNA 

In montagna meglio lenti a contatto semirigide o morbide? Se fate passeggiate tranquille potete optare per quelle che preferite, ricordando che quelle semirigide si perdono con maggiore facilità durante i movimenti bruschi.

Come usare lenti a contatto in vacanza: consigli e modalità d'uso
Fig.2
Se invece siete degli scalatori, dovrete prestare particolare attenzione alle radiazioni ultraviolette e alla riduzione della pressione dell'ossigeno che si verifica ad alta quota.
In questo caso, quindi, meglio utilizzare lenti a contatto morbide con filtro UV, magari quelle giornaliere “usa e getta”.

Ricordarsi sempre di idratare la superficie oculare con lacrima artificiale monouso e di evitare soluzioni viscose che potrebbero ridurre la qualità visiva.  

MARE 

Il principale problema che si ha usando le lenti a contatto in spiaggia è la disidratazione, soprattutto in caso di prolungata permanenza al sole.

Come usare lenti a contatto in vacanza: consigli e modalità d'uso
Fig.3
Anche in questo caso, meglio lenti a contatto morbide giornaliere, con un filtro protettivo UV e costruite con materiale ad elevato bilanciamento idrico.
Ricordarsi di instillare abbondante lacrima artificiale varie volte durante il giorno.
Altrimenti, in caso di occhio secco, ecco tutti i consigli per evitarlo. Se fate il bagno, come consigliato per la piscina, meglio coprire gli occhi con un maschera o con degli occhialini.
Il contatto tra lenti e acqua salata, infatti, potrebbe causare bruciore o irritazione.
Fonte: OK SALUTE

sabato 19 agosto 2017

Cambiamenti climatici hanno favorito evoluzione animale

Fonte - ANSA - Cambiamenti climatici, la causa scatenante dell'evoluzione che ha fatto apparire i primi esemplari di animali sulla faccia della Terra! 


I primi animali che sono apparsi sulla Terra pare che siano stati il frutto di una evoluzione accellerata dai forti cambiamenti climatici che hanno investito il pianeta:

Cambiamenti climatici hanno favorito evoluzione animale
Cambiamenti climatici hanno favorito evoluzione animale
per la precisione stiamo parlando di circa 650 milioni di anni fa, questo il periodo trascorso che ha portato l'apparizione dei primi animali sulla Terra, grazie allo sciolgimento dei ghiacciai che avrebbero generato grandi quantità di sostanze alimentari e nutrienti per le alghe!
Ad affermare questo concetto ci sono alcuni sedimenti di rocce che sono state rinvenute da geologi dell'Università Nazionale dell'Australia, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista scientifica Nature.

Ciò che hanno fatto registrare questa considerazione sono i sedimenti antichi che provengono dall'Australia centrale, all'interno dell'ecosistema marino tra un miliardi e 541 milioni di anni addietro:
Infatti avendo incamerato al proprio interno delle molecole facenti parte di alghe e batteri hanno consentito un'analisi di fossili molecolari da parte dei ricercatori che hanno preso parte allo studio.
"Prima che tutto questo accadesse, ci fu un evento sconvolgente, ovvero sia quello che investi la Terra congelandola per 50 milioni di anni", come sostenuto dalla teoria della Terra a palla di neve.


Terra a palla di neve

Terra a palla di neve
Si sarebbe trattato del periodo antecedente il successivo riscaldamento, il quale avrebbe dato il via allo scioglimento di neve e ghiacciai per riversare nei mari enormi quantità di nutrienti:
Tali sostanze sarebbero risultate oltremodo favorevoli per lo sviluppo delle alghe e la transizione da un mondo popolato da batteri ad uno dominato dagli animali.
Fonte: ANSA

giovedì 17 agosto 2017

Ottenuta prima impronta HD particella antimateria

Fonte - ANSA - Ottenuta al Cern di Ginevra la prima impronta in HD di una particella di antimateria, che rappresenta il primo passaggio dalla fisica attuale a quella del futuro. 


Prima impronta in HD quella che è stata ottneuta al Cern, la quale rappresenta la via di migrazione verso la fisica del futuro, rispetto a quella attuale che ormai pare destinata ad andare in archivio:

Ottenuta prima impronta HD particella antimateria
Ottenuta prima impronta HD particella antimateria
Si tratta di un vero e proprio passo in avanti quello rappresetanto dalla scoperta effettuata dai ricecatori del Cern di Ginevra in merito all'esperimento denominato Alpha: la prima impronta in HD di una particella di antimateria!
Grazie a questi nuovi dati ottenuti, si è potuto incrementare ulteriormente la scheda identificativa di questa misteriosa particella antimateria che fu trovata per la prima volta in assoluto lo scorso 2016.

In merito ai nuovi dati che sono stati pubblicati sulla rivista Nature, si può afermare con assoluta certezza che siamo di fronte ad una nuova era che apre le parte alla fisica moderna:
capire la differenza sostanziale tra una particella di materia ed una di antimateria è uno step da cui non si può prescindere dal momento che è l'unica strada che permetterebbe di capire il perchè l'una ha avuto il sopravvento sul'altra.
Tornando alla scoperta della prima impronta in HD di questa particella antimateria, va detto che è stata ottenuta grazie ad una irradiazione con microonde tipo quelle che sono usate per mettersi in comunacazione con i satelliti:
dopo avere colpito l'anti-atomo, si è scoperta la sua vera struttura identificativa, che emettendo energia a frequenze alquanto specifiche, si è potuto ottenere uno spettro assomigliante ad una impronta digitale, ovvero sia quella che è unica ed irripetibile per ogni elemento!
Fondamentalmente, materia ed antimateria, avrebbero tutte le specificità per essere una rarità che sfugge a qualsiasi regola, insomma, una eccezione!

Ottenuta prima impronta HD particella antimateria
Fig.1
Entrambe le cellule sono speculari e dunque avrebbero le stesse linee delo spettro sostanzialmente sovrapponibili:
ma per poterne verificare la fattibilità i ricercatori del Cern in passato avevano tentato di realizzare lo spettro dell'antidrogeno, ottenendo una impronta fin troppo approssimativa, ed improponibile per essere messa a confronto con quella dell'idrogeno.
I fisici perciò hanno deciso di riprovarci, cercadno di migliorare il risultato attraveso dei correttivi e delle modifiche:
"Una delle sfide che abbiamo dovuto affrontare - sottolinea la ricercatrice Justine Munich - è il fatto che materia e antimateria si annichiliscono quando entrano in contatto, quindi abbiamo dovuto tenerle separate. Non è possibile mettere gli anti-atomi in un contenitore ordinario: devono essere intrappolati o trattenuti in una speciale bottiglia magnetica".
Terminato l'esperimento, i ricercatori hanno avuto modo di osservare le linee dello spettro dell'antidrogeno in modo molto più dettagliato, scoprendo che ricalca quasi perfettamente quello dell'idrogeno.

Fonte: ANSA

martedì 15 agosto 2017

Cellule cardiache studiate tramite le rocce

Fonte - LSWN.IT - Cellule cardiache studiate per la prima volta con un metodo a dir poco incredibile: tramite le rocce, il nuovo studio che ha permesso di misurarne le proprietà elettriche. 


L'argomento che oggi tratterò con vio riguarderà lo studio che è stato effettuato sulle cellule cardiache da parte dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (INO-CNR) con la collaborazione di quelli del Laboratorio Europeo di Spettroscopie Non-lineari (LENS), dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Università di Friburgo in Brisgovia (Germania):

Cellule cardiache studiate tramite le rocce
Cellule cardiache studiate tramite le rocce
tale studio a permesso per la prima volta in assoluto di misurarne alcune delle prorpietà elettriche che le cellule cardiache hanno, meglio note con il termine di cardiomiciti!
Lo studio ha dell'incredibile, perchè in sostanza si è basato sull'analogia che esiste tra la conducibilità elettrica ed il trasporto di materia.
Recentemente la studio è stato pubblicato sulla rivista the Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (Pnas).
La ricerca condotta si è potuta ispirare su quanto fu scoperto nel “Analogy between diffusion and electrical conductivity in porous rocks” condotto da L. J. Klinkenberg e pubblicato su Geological Society of America Bulletin nel 1951.

Cellule cardiache studiate tramite le rocce
Fig.1
Infatti in questa ricerca si trovò la misura della velocità di diffusione dell’acqua dentro le rocce porose tramite la misura della conducibilità elettrica delle rocce stesse.
Per quel che concerne il punto di vista tecnico dell’analisi sperimentale riguardo le proprietà elettriche delle membrane a livello sub cellulare, è assolutamente complesso trovare nuovi appigli:
per questo motivo i ricercatori hanno divuto applicare il principio contrario a quello che fu adottato da Klinkenberg, ovvero sia cercando la risposta sulle proprietà di diffusione delle sonde fluorescenti dentro la rete tubolare per poterne avere ulteriori dettagli ed informazioni di tipo elettrico.
Facendo in modo di comparare la rete dei tubuli che si trovano all'interno delle cellule cardiache con la struttura porosa di una roccia, i ricercatori sono stati in grado di avere le informazioni relative alla propagazione elettrica:
a partire dalle loro caratteristiche diffusive, analizzate attraverso un metodo avanzato denominato FRAP (Fluorescence Recovery After Photobleaching).
Fonte: LSWN.IT

lunedì 14 agosto 2017

Nuove stelle nascono in galassie lontanissime

Fonte - ANSA - Nuove stelle nascono a ritmi incredibili in galassie molto lontane dalla nostra, tra le più luminose che siano mai state scoperte fino ad oggi! 


Recentemente sono state scoperte 16 lontanissime galassie tra le più limunose mai viste fin'ora, che generano ad un ritmo incredibile fino a 4000 stelle simili al nostro Sole ogni anno:

Nuove stelle nascono in galassie lontanissime
Nuove stelle nascono in galassie lontanissime
pensate soltanto che nella Via Lattea, la nostra galassia, quella che ci ospita, nasce appena una stella simile al Sole ogni anno!
La scoperta è stata fatta dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) che ha poi pubblicato sulla rivista scientifica lo studio che è ha portato a tale incredibile scoperta:
pare si tratti di galassie appartenenti alle cosidette quasar ultra luminose, dotate di un nucleo molto luminescente ed una intesità elevata di emissione radio.
Sembra che le radiazioni che vengono emsse da queste galassie sia originata dalla presenza di buchi neri enormi che si trovano al loro centro, aventi masse comprese tra i 3 ed i 60 miliardi di volte quelle del Sole.

Chiaramente stiamo parlando di galassie molto lontane dalla nostra, una distanza siderale, come quella che riuslta essere dalla più lontana delle 16 ditante dalla nostra ben 12,5 miliardi di anni luce:
Significa che la loro luce fu emanata quando l'universo aveva compiuto appena un miliardo di anni!
Durante la ricerca si è fatto in modo di concentrarsi sull'emissione dell'infrarosso che queste galassie scelte dal catalogo Wissh che è basato sui dati ricevuti dalle missioni spaziali Nasa ed Herschel, dell'Agenzia Spaziale Europea.

Fonte: ANSA

domenica 13 agosto 2017

Consegnare pasti caldi più velocemente con i droni

Fonte - ANSA - Consegnare più velocemente i pasti caldi grazie all'ausilio dei droni, la nuova idea tecnologica che è stata provata da una start up portoghese. 


Veloce ed economica la consegna dei pasti caldi con l'ausilio dei droni, l'idea che ha avuto una start up portoghese mentre era ospitata dall'Esa (Agenzia Spaziale Europea):

Consegnare pasti caldi più velocemente con i droni
Consegnare pasti caldi più velocemente con i droni
l'utilizzo dei droni per inviare a destinazione pasti caldi in zone irragiungibili e lontane dalla portata dei mezzi di trasporto convenzionali.
Il trasporto di pasti caldi verso Joachim Reis, un piccolo e remoto villaggio del Portogallo situato a Podentinhos, bisogna impiegare più di trenta minuti ad andare e tornare, perchè il tragitto è formato da una strada angusta e parecchio dissestata:
al contrario, usando un drone, si è impiegato soltanto 3 minuti, pergiunta senza l'uso di nessun pilota, dichiara Raphael Stanzani, fondeur della start up Connect Robotics.
"Un solo operatore - prosegue - può gestire sei dei droni contemporaneamente, ogni apparecchio decolla da solo, fa attenzione al tempo, altitudine e itinerario di volo, e dopo aver consegnato il pacco, ritorna automaticamente".

Stanzani ha fondato l'azienda nel 2015, assieme ad Eduardo Mendes con lo scopo di trasportare cibo alle popolazioni bisognose attraverso l'utilizzo dei droni:
tutte persone in pericolo che vivono nel più totale isolamento a causa delle aree remote nel cosiddetto mercato delle consegne 'dell'ultimo chilometro', servizio che interessa distributori medici, servizi postali e rivenditori.
"Possiamo ridurre i costi del 40-60% rispetto ai corrieri tradizionali, portando i prodotti più velocemente", prosegue Stanzani.
Le consegne 'dell'ultimo chilometro' possono avvenire nell'arco di 30 minuti dall'acquisto, dal momento che i droni non restano bloccati dal traffico, lavori stradali o barriere naturali.
Fonte: ANSA