mercoledì 21 giugno 2017

Prossimo distacco ghiacciaio Larsen: nascerà super iceberg

Prossimo al distacco la piattaforma di ghiaccio Larsen, che resta ancorato al continente antartico con una bretella di soli 13 km di ghiaccio: nascerà un super iceberg! 


Prossimo a staccarsi la grande piattaforma di ghiaccio Larsen C che nel momento in cui si sarà staccato dal continente Antartico, darà vita ad un super iceberg:

Prossimo distacco ghiacciaio Larsen: nascerà super iceberg
Prossimo distacco ghiacciaio Larsen: nascerà super iceberg
Restano soli 13 km di bretella di ghiaccio a tenere ancorato alla terra ferma antartica la piattafroma Larsen C che darà con ogni probabilità vita ad un super iceberg dalle dimensioni paragonabili allo stato statunitense del Delaware!
A lanciare l'allarme è stato Midas, il progetto del Regno Unito che è patrocinato dalle università di Swansea e Aberystwyth, che ha come scopo quello di tenere sotto controllo questo avvenimento sin dal 2014.

Si prevede soli 13 km circa di ghiaccio che mantiene ancora ancorata la piattaforma Larsen C, prima che questa si possa staccare definitivamente:
''In base alla mia esperienza, quando la fessura prende una curva di 90 gradi come ora, succede in poche settimane, non oltre'', ha dichiarato al New York Times il glaciologo Eric J. Rignot, dell'Università della California a Irvine.
Secondo gli esperti, il distacco causerà effetti anche sul resto della piattaforma ghiacciata, diminuendo notevolmente le dimensioni ed rendendola vulnerabile ad altre lesioni e rotture più velocemente, con effetti anche sul livello dei mari.

Prossimo distacco ghiacciaio Larsen: nascerà super iceberg
Fig.1
Certamente il momento della rottura definitiva della piattaforma Larsen C è ormai prossima, ma il processo potrebbe anche impiegare molto tempo prima che si completi, ha fatto presente il glaciologo Massimo Frezzotti, dell'Enea e da anni impegnato nel Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra).
"Attualmente mancano 13 chilometri alla rottura completa e, considerando che il ritmo del distacco è pari a un metro al giorno, questa - ha osservato Frezzotti - dovrebbe avvenire fra 13.000 giorni".
Fonte: ANSA

martedì 20 giugno 2017

Riprodotto test caduta dei gravi: teoria relatività anche nel infinitesimale

Riprodotto il test che fece Galileo Galilei sulla caduta dei gravi, che ha confermato come le leggi della gravitazione siano applicabili anche nel mondo dell'infinitesimale! 


Anche nell'universo dell'infinitesimale, le leggi della gravitazione esistono e rispettano esattamente ciò che Einstein aveva previsto nella sua teoria della relatività:

Riprodotto test caduta dei gravi: teoria relatività anche nel infinitesimale
Riprodotto test caduta dei gravi: teoria relatività anche nel infinitesimale
Il risultato che è stato ottenuto dal test effettuato riproducendo la caduta dei gravi, è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications, ma ne viene fuori anche una specie di "sconfessione" riguardo a quanto ipotizzato da Einstein in merito ai suoi dubbi verso la fisica quantistica.
"La teoria di Einstein era stata sviluppata per oggetti classici, come pianeti, stelle e onde gravitazionali, ma finora nessuno aveva mai verificato se le stesse leggi della gravità valessero anche nei sistemi quantistici", ha fatto presente il coordinatore della ricerca, Guglielmo Tino, dell'università di Firenze.
L'esperimento, chiamato "Magia Advanced", è stato condotto in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
L'esperimento, chiamato "Magia Advanced"
L'esperimento, chiamato "Magia Advanced"
L'esperimento che è stato condotto ha segnato una sorta di evoluzione rispetto a quello che fu eseguito nel 2014, in cui furono fatti cadere degli atomi nel vuoto aventi proprietà singolari:
ovvero sia masse diverse in due stati di energia differente per una condizione comune nel mondo della fisica quantistica, simile al paradosso del gatto di Schroedinger che può essere vivo e morto nello stesso tempo.
La novità è che atomi così stravaganti obbediscono alle leggi della gravità pensate per il mondo dei grandi oggetti.

Fonte: ANSA

lunedì 19 giugno 2017

Scoperto meccanismo biologico blocca cancro

Scoperto il meccanismo biologico che potrebbe bloccare il cancro: i ricecatori del Tigem di Napoli sono riusciti ad identificare uno dei meccanismi biologici che potrebbe rivoluzionare il modo di affrontare il cancro. 


La ricerca eseguita dai biologi del Tigem di Napoli è stata recentemente pubblicata sulla rivista Science, dove si è potuto spiegare come questa scoperta possa aprire un nuovo orizzonte nella lotta al cancro:

Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Chiara Di Malta è la prima ricercatrice del team Tigem di Napoli assieme a Andrea Ballabio direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli e docente di Genetica Medica all'Università Federico II di Napoli.
A collaborare con la ricerca anche la Fondazione Telethon, che ha dato il proprio contributo per svolgere il lavoro che è stato finanziato pure dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Fig.1
"Questa è una storia che parte da lontano - spiega Ballabio - e in particolare dal nostro "storico" interesse per quegli organelli cellulari chiamati lisosomi che sono coinvolti in un ampio gruppo di malattie genetiche rare, quelle da accumulo lisosomiale appunto".
Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Fig.2
"In queste gravi patologie, a causa di un difetto genetico, i lisosomi non svolgono a dovere il loro compito, ovvero quello di neutralizzare, grazie al loro ampio corredo di enzimi, le sostanze di scarto:
il risultato è che queste sostanze si accumulano nelle cellule, danneggiandole irreversibilmente.
Studiando il funzionamento dei lisosomi abbiamo però scoperto che questi organelli non sono dei semplici "spazzini", ma dei fini regolatori del nostro metabolismo".
"L'unione delle forze di due tra le più importanti organizzazioni non profit a supporto della ricerca in Italia ha prodotto uno straordinario risultato scientifico - aggiunge Niccolò Contucci, Direttore Generale dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Siamo orgogliosi di avere finanziato insieme a Telethon questo importante lavoro che costruisce un ponte.

Fonte: R.IT

domenica 18 giugno 2017

Soluzione naturale dalle verdure contro il cancro: polifenoli studio e ricerca

Soluzione naturale contro il cancro, il male che fa paura a tutti noi, perchè arriva quando meno te l'ho aspetti e ti accorgi troppo tardi quando aggredirlo, potrebbe essere un composto naturale che si trova dentro le verdure: i polifenoli! 


Contro il cancro potrebbe essere usata una soluzione naturale, un composto che si trova nelle maggior parti delle verdure e che sta diventando oggetto di studio e di ricerca:

Soluzione naturale dalle verdure contro il cancro: polifenoli studio e ricerca
Soluzione naturale dalle verdure contro il cancro: polifenoli studio e ricerca
I polifenoli, composti naturali che si trovano all'interno delle verdure e nella frutta in mnaiera copiosa, a cui i ricercatori dell'Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) di Avellino stanno cercando di trovare una valida risposta con due distinti studi!
Gli autori di questa ricerca che è stata pubblicata su Seminars in Cancer Biology e su Oncotarget, affermano che lo studio che si è eseguito sui polifenoli riguardo il presunto beneficio che si può trarre dagli effetti benefici nella prevenzione e nella terapia del cancro:
è qualcosa che va sempre considerata facendo riferimento ai modelli cellulari adeguati e selezionati per la loro elevata specificità. L’efficacia va, pertanto, valutata con attenzione.
Nella ricerca il team dell’Isa-Cnr ha eseguito un'attenta analisi riguardo la capacità antiossidante di queste sostanze ovvero sia, riuscire ad aggredire i radicali liberi causa dell’invecchiamento, evidenziando la differenza tra i dati ottenuti in modelli animali e cellulari, che confermano gli effetti antitumorali dei polifenoli, e i risultati degli studi clinici, spesso non chiari o addirittura negativi.
«Quando consideriamo i potenziali effetti benefici dei polifenoli contro il cancro dobbiamo distinguere tra prevenzione e terapia», spiega Gian Luigi Russo, responsabile del team di ricerca all’Isa-Cnr.
«L’efficacia di un antiossidante non è la stessa nella cellula di una persona sana e in quella di un paziente affetto da tumore, a cui vengono somministrate alte dosi di antiossidanti in combinazione con radio o chemioterapia».

I ricercatori dell’Isa-Cnr confermano quanto sostenuto anche da altri scienziati:
«I polifenoli in basse dosi, come quelle normalmente presenti in frutta e verdura, potrebbero esercitare il loro effetto agendo come blandi pro-ossidanti e stimolando così la risposta adattativa della cellula, cioè un potenziamento delle difese.
Al contrario, molte evidenze scientifiche mettono in guardia sull’efficacia del trattamento con antiossidanti in pazienti tumorali, nei quali possono indurre resistenza alla terapia convenzionale», prosegue Russo.

Fonte: LSWN

sabato 17 giugno 2017

Numero verde per informazioni anziani su farmaci doppioni

Un numero verde che serva ad informare oltre 150.000 anziani riguardo l'assunzione di farmaci doppioni, che fanno più terapie contemporaneamente. 


Per avere tute le informazioni riguardo l'assunzione di farmaci doppioni che oltre 150.000 anziani devono assumere per fare più terapie allo stesso tempo, è stato messo a disposizione un numero verde che possa fornire loro qualsiasi tipo di informazione:

Numero verde per informazioni anziani su farmaci doppioni
Numero verde per informazioni anziani su farmaci doppioni
Trattamenti per diabete, ipertensione e iperlipidimia, necessitano di assumere farmaci doppioni che hanno l'identico principio attivo eche la loro errata assunzione potrebbe portare gravi conseguenze!
Proprio per fare fornte a questo pericolo, la SICGE (la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica) ha suggerito di mettere a disposizione un Numero Verde, l' 800894140, attivo dal primo luglio, affinchè si possano dare ogni genere di informazioni e assistenza relativa ai farmaci ed alle terapie a tutti i cittadini:
Lanciando in partnership con FederAnziani la SICGe Community (http://community.sicge.it ), un servizio di informazione e supporto per cittadini e classe medica.
''Siamo di fronte ad un'emergenza molto seria - dichiara Alessandro Boccanelli, Presidente SICGe - in Italia, gli ultra65enni sono oltre il 21% della popolazione totale, e sono destinati a superare il 33% entro 20 anni.
La duplicazione terapeutica, con casi frequenti di assunzione di farmaci della stessa classe, nasce da problemi di comunicazione tra medico e paziente e tra più medici che seguono lo stesso paziente''.
Per questo, SICGe ha lanciato un Numero Verde dedicato agli over65, l'800894140.
''È solo uno dei servizi offerti dalla SICGe Community, il primo progetto nazionale realizzato in partnership con Federanziani dedicato alle patologie cardiovascolari nell'età avanzata''
Spiega Niccolò Marchionni, Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare di Careggi-Firenze.

Fonte: ANSA

venerdì 16 giugno 2017

Il primo pianeta del Sistema Solare: Giove impedì nascite Super-terre

Il primo pianeta del nostro Sistema Solare sarebbe Giove, dopo ricerche e ipotesi gli scienziati hanno stabilito la sua data di nascita che ha impedito il formasi di Super-terre. 


Sarebbe Giove il primo dei pianeti che si è formato nell'interno del nostro Sistema Solare, e la sua data di "nascita" risalirebbe a circa un milione di anni:

Il primo pianeta del Sistema Solare: Giove impedì nascite Super-terre
Il primo pianeta del Sistema Solare: Giove impedì nascite Super-terre
Fu proprio la sua nascita all'interno del Sistema Solare planetario che avrebbe impedito, visto la sua enorme massa, il formarsi di pianeti terra dalle dimensioni super rispetto a quelle attuali!
Grazie allo studio coordinato dall'Istituto tedesco di Planetologia dell'Università di Münster, si è potuto stabilire la reale data in cui nacque Giove:
Lo studio è poio stato pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas.
Il primo pianeta del Sistema Solare: Giove impedì nascite Super-terre
Fig.1
I ricercatori che hanno preso parte allo studio è stato coordinato da Thomas Kruijer, è grazie al loro lavoro di ricerca si è potuto stabilire con precisione l'età del di questo gigante dell'universo, anche grazie agli elementi che lo compongono:
Meteoriti molto antichi che sarebbero di tipo carbonaceo ed anche tra quelli più attuali!
Da quanto sarebbe scaturito dallo studio, pare che questi due generi di meteoriti abbiano convissuto per molto tempo, circa un milione di anni dopo la formazione del Sistema Solare.

Il primo pianeta del Sistema Solare: Giove impedì nascite Super-terre
Fig.2
La separazione dei due tipi di meteoriti sarebbe avvenuta grazie alla nascita di un corpo celeste gigante, Giove per l'appunto, la cui gigantesca orbita impedì ai residui di materiale di mischiarsi!
Tale processo ha avuto luogo nell'arco di poco tempo tenendo conto della scala cosmica, dovrebbe essere avvenuto tra 1 milione di anni a 3/4 milioni successivamente alla formazione del Sistema Solare.
Dalla ricerca viene fuori che il nucleo solido del pianeta si è formato ben prima che i gas della nebulosa solare si dissipassero, di conseguenza Giove è il pianeta più antico del sistema solare.
Secondo i ricercatori, inoltre, la formazione del pianeta gigante potrebbe aver impedito la successiva formazione di Super-terre nel sistema solare, pianeti più grandi della Terra, molto comuni attorno ad altre stelle.

Fonte: ANSA

giovedì 15 giugno 2017

Super intelligenza umana entro il 2030

Esseri umani dall'intelligenza super dotati di chip nel cervello e ricordi trapiantati e molte altre cose che hanno del sopranaturale: tutto ciò entro il 2030! 


Entro il 2030 l'essere umano potrà avere un intelligenza super, ben ladilà di quanto si possa immaginare al giorno d'oggi:

Super intelligenza umana entro il 2030
Super intelligenza umana entro il 2030
Dai chip nel cervello fino al trapianto di ricordi, la ricerca brucia le tappe aldilà di ogni più rosea aspettativa, anticipando i tempi evolutivi che comandano da sempre la crescita intellettiva degli esseri viventi.
La ricerca dunque si sta concentrando nel settore delle neuroscienze edell'intelligenza artificiale, particolarmente sulle pratiche che ad oggi sono solo fattibili nella fantascienza:
chip trapiantati nel cervello cosi come i ricordi!
A dimostrazione di quanto detto ci sono i 150 studi che sono stati eseguiti e condotti da oltre 600 ricercatori in tutto il mondo i quali sono stati premiati con il riconoscimento 'Frontiers Spotlight Award'.
"Entro il 2030 il potenziamento dell'intelligenza con impianti nel cervello non sarà più soltanto oggetto di ricerca: le persone dovranno fare i conti con la realtà di questo nuovo paradigma", afferma il neuroscienziato Mikhail Lebedev della Duke University.
"Questa raccolta di ricerche - sottolinea l'esperto, che ha contribuito alla sua redazione - dovrebbe mettere in allerta gli scienziati e l'opinione pubblica sulle possibili implicazioni etiche, mediche e legali".

Super intelligenza umana entro il 2030
Fig.1
"Sarete meravigliati da quanto saremo avanti nel 2030", gli fanno eco Ioan Opris, della Leonard M. Miller School of Medicine di Miami, e Manuel Fernando Casanova, dell'Università di Louisville negli Usa.
"Ci saranno tante possibilità quante sono le idee prodotte dall'immaginazione dei ricercatori". Un assaggio viene proprio da uno degli studi premiati:
condotto alla Wake Forest School of Medicine del North Carolina, ha permesso di 'trapiantare' i ricordi dal cervello di un topo ad un altro.
Fonte: ANSA